Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.
Si legge a Secondigliano e Scampia?

Ho letto con disagio la lettera di Loredana Limone, scrittrice napoletana di adozione milanese che, con uno stile brillante, attraverso la vicenda dell’amica Monica recatasi alla Biblioteca di Secondigliano per prendere in prestito il libro dell’amica, ci fa sapere che è chiusa e lo comunica telefonicamente all’amica a Milano. E con il suo scritto sul “Corriere del Mezzogiorno” con scorno anche a noi abitanti in questa periferia e città, perché il diritto a leggere non è concesso dalla fruizione di strutture pubbliche disponibili.

Il fatto è noto, la Biblioteca pubblica di Secondigliano fu vandalizzata alcuni anni or sono e non è stata finora riaperta, lo sdegno della signora milanese lo giriamo anche all’Assessorato competente perché per dirla con la Bibbia “non di solo pane vive l’uomo” ma pure del nutrimento del libro.

Non è solo disattenzione, ma una concezione di ciò che è necessario per vivere e dei servizi essenziali da garantire ai cittadini di un quartiere.

Nelle città inglesi, a partire da Londra da decenni se non più, le diverse circoscrizioni di una città sono fornite di Library, che svolgono diversi servizi ai frequentatori e sono un servizio garantito non solo per pensionati ma per coloro che vogliono accedere a conoscenze che interessano e fanno vivere.

Devo dire, con le opportune distinzioni, che qualcosa di simile esiste per un progetto e impegno del gesuita P.Valletti a Scampia, che non è Secondigliano anche se contiguo, nel Centro Hurtado, una struttura di formazione per i giovani del quartiere, dato in comodato da circa un decennio dal Comune di Napoli, pensato per favorire la loro crescita culturale e l’avviamento al lavoro.

Tra le altre attività, si segnala la Biblioteca ricca di circa 10.000 volumi per adulti e bambini.
Per questi ultimi dai 5 ai 10 anni è a disposizione la colorata aula della Biblioteca “Le nuvole”, che offre non solo attività di prestito, ma di lettura e giochi, come “giocare leggendo”.
Frequentando il Centro Hurtado, come alla Libreria Fertrinelli di Piazza dei Martiri, spesso ho incontrato nugoli di bambini che giocano per terra su colorati cuscini con i libri. Recentemente sono stati sviluppati con gli studenti del liceo “Elsa Morante” laboratori di giornalismo e di scrittura creativa.

In locali inutilizzati di questo istituto scolastico è all’opera dal 2009 la 1° Legatoria di Scampia, un progetto finanziato dalla Fondazione Vodafone Italia con la collaborazione della Provincia di Napoli, dove giovani del quartiere addestrati si dedicano all’attività di restauro del libro antico e moderno, alla rilegatura di tesi, riviste e giornali e produzione di oggetti di cartotecnica, oggettistica di arredamento per casa ed ufficio.

Per iniziativa di un gruppo di professionisti è attivo da più di un decennio nel Centro Hurtado e nell’area Nord di Napoli, un “Caffè letterario” che quindicinalmente offre ad un affezionato pubblico la lettura di libri di autori recenti anche del contesto locale.

Nelle traversie dei miei viaggi, soprattutto in metropolitana, spesso giovani donne ma non solo dell’area Nord di Napoli compiono il viaggio con libri in mano di vario genere
Proprio questo fatto, suggerisce che non si può compiere il tragitto della vita senza la compagnia e il nutrimento di un libro, anche a Scampia.

Anche se ritorna la domanda: “Chi legge che cosa” a Scampia o altrove.

Domenico Pizzuti