Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.
Un corteo lungo 31 anni!

È accaduto di nuovo. Per la trentunesima volta consecutiva. La mattina della domenica di carnevale gli abitanti di Scampia si sono radunati fuori la sede del GRIDAS, nel rione Monte Rosa, per dare vita, per la 31° volta, al Corteo di Carnevale di Scampia. Prima qualcuno, affaccendato negli ultimi preparativi e nell’assemblaggio del proprio carro, poi man mano gruppetti di persone, associazioni, realtà attive a Scampia, ma non solo, con le proprie maschere, i propri colori, la propria declinazione del tema proposto per un carnevale che a Scampia è sì una festa, ma anche, nella migliore tradizione, rivendicazione dei propri diritti, occasione per denunciare con le maschere, quello che non va. L’occasione per poter dire, per una volta ascoltati, la propria opinione, il proprio punto di vista su questioni attuali, lontani dai riflettori accesi strumentalizzando l’ennesima “emergenza”.
E il tema di quest’anno stava a cuore a molti, a tutte le realtà impegnate attivamente sul territorio per migliorarlo, giorno dopo giorno, nella quotidianità di piccoli passi e piccole conquiste. Appena a novembre, con il Comitato Spazio Pubblico, censimmo ben 20 aree recuperate al degrado dai cittadini e restituite alla collettività, a distanza di pochi mesi altre se ne aggiungono. Da qui l’idea di valorizzarle con questo appuntamento annuale: “Stort’ o muort’ – Orti urbani e torti inurbani” è stato il tema portante che ciascuno ha contribuito ad arricchire con il proprio contributo creativo. Il contrasto tra quanto viene fatto dal volontariato e dalla buona volontà dei cittadini in economia e dal basso e quanto invece, viene promesso e non mantenuto dall’alto, i torti, spesso gravissimi, di chi dovrebbe amministrare la società e esula dal proprio dovere, fino a rendersi complice di crimini tremendi come l’avvelenamento sistematico delle nostre terre denunciato dal Coordinamento Comitati Fuochi.
E allora ecco che i carri principali del corteo si sono materializzati in un camion di rifiuti tossici destinato dal Nord al martoriato Sud cui si è contrapposta una grossa macchina per il compostaggio per poter sottolineare il valore inestimabile che hanno gli scarti umidi se trasformati in fertile compost per riqualificare e bonificare le nostre terre. La enorme compostiera dava vita a un girasole sui cui petali spiccavano i nomi delle aree riqualificate sparse per il nostro quartiere e curate dal costante impegno di tante realtà attive.
Per il terzo anno abbiamo portato in corteo la gru, su cui “ci siamo accampati” a sottolineare la solidarietà con le lotte legittime di lavoratori e cittadini impegnati in giro per l’Italia nella difesa dei propri diritti e costretti spesso a gesti estremi.
Il tema degli orti e dei torti ha sbizzarrito le menti e la creatività di tutte le realtà partecipanti: da “Chi rom e…chi no” che, con i bambini del quartiere e con la scuola “Sogliano” di Napoli, ha realizzato un ortaggio-trattore, al castello realizzato in extremis dai ragazzi del Centro Territoriale Mammut, dall’orto mobile del Gruppo Scout Agesci Napoli 14, al giardino fiorito in cui si sono immedesimate le donne di Dream Team – donne in rete, dal carro delle belle cose realizzate dal basso all’ARCI Scampia ai fiori e farfalle dell’ASD Athena Volley, dalla “Pupazza Compostatrice” dell’Ass. Melting Pot di Napoli al trattore confiscato ai clan portato in corteo da (R)esistenza Anticamorra con il maxi pacco alla camorra a traino, dai SEMI OGMfree della Comunità Giovanile di Anzio e Nettuno al carro-totem per la rivalutazione dei dischi in vinile di RadioSca e “Save The Vinyl”, dalle improvvisazioni del Johnny Biscotto extraordinary caravan di Roma a quelle della Compagnia “Delirio Creativo”, dai balli del Centro Aggregativo MaTeMù alle maschere del progetto E-Vai della zona orientale e del Polo Artistico Torrese, dalla richiesta di trasporti e cultura dei giovanissimi della Chiesa della Resurrezione a tutti i segnali e le maschere di quanti si sono aggregati a questo corteo variegato.
Il tutto sotto la guida della “Rosa dei venti” che apre il nostro corteo indicando la retta via da seguire e con il beneplacito di San Ghetto Martire, protettore delle periferie, che dalla coda del corteo ci assicura sornione e compiaciuto che tutto proceda al meglio, sole compreso!

Vecchi e nuovi compagni di viaggio come ‘e Zezi, con cui iniziò il Carnevale del GRIDAS a Scampia e le Murghe, con in testa la Banda Baleno di Scampia e la MalaMurga romana, da qualche anno presenza fissa a Scampia e capofila di una riunione di murghe con le romane SnConTrullo e Patas Arriba e la battipagliese los Espantapajaros.
Suggestiva l’esibizione dei ragazzini del progetto “Musica libera tutti” che hanno atteso e accolto il corteo in un cortile del lotto P per poi accodarsi all’invasione colorata e sonora dei vari cortili nella parte sempre più sentita e radicata di questo carnevale che si riappropria così di spazi urbani che possono essere recuperati solo se vissuti appieno.
Significativo anche il momento finale del corteo, quando, al momento del consueto falò allegorico che, come da tradizione, brucia le maschere-simbolo negative per far trionfare le cose positive, è stata inscenata una rappresentazione di teatro di strada: insieme ai rom, spesso capro espiatorio di una sorte che invece subiscono e condividono quanto gli altri cittadini campani, il carro dei rifiuti tossici è stato smantellato, i “fusti tossici”, sebbene fatti di cartone, sono stati simbolicamente accantonati in un cassonetto speciale e accompagnati alla vicina “Isola ecologica” a ribadire l’importante azione di sensibilizzazione, monitoraggio e denuncia portata avanti dal Coordinamento Comitati Fuochi.
Per una volta le telecamere hanno intervistato persone solari anche se determinate a ribadire concetti chiari e precise denunce, sullo sfondo di immagini, suoni, colori che non sono i “buoni” contrapposti ai “cattivi”, ma la bellezza insita in una forte volontà di riscatto, nella determinazione di dire, per una volta ascoltati, la propria opinione lontano da fraintendimenti e strumentalizzazioni dettati dalle “emergenze” e polemiche di turno.
Questa è la Scampia che ci piace, che avanza festosa e si riappropria degli spazi urbani e mentali. con allegria, ma con cognizione di causa, denunciando, in occasione di una festa come il Carnevale, le storture e le oppressioni che quotidianamente stravolgono la realtà che tentiamo di cambiare e migliorare, ciascuno nel quotidiano del proprio lavoro, con le proprie peculiarità e le proprie possibilità, come lo spirito di questo carnevale che va avanti e cresce da 31 anni or sono.

Per la lista delle numerosissime realtà che hanno aderito e contribuito a rendere vivo e significativo questo 31° appuntamento e per foto, approfondimenti e dettagli rimandiamo al sito del GRIDAS: http://www.felicepignataro.org/gridas
Il nostro ringraziamento va a tutti quelli che continuano a credere in questo momento e insieme lavorano per migliorarlo e perpetrarlo nel tempo e nello spazio.

Martina Pignataro (GRIDAS)