Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.
La faida di Scampia: ancora sangue. Segni di speranza.

La foto con il rosso sangue del cinquantenne Luigi Lucenti, abbattuto ad opera di due spietati killer nel cortile della scuola materna “Eugenio Montale” di Scampia mercoledì 5 dicembre, è l’immagine più choccante – se non oscena – di questo efferato delitto che varca anche i cancelli delle scuole d’infanzia per portare a compimento una mortale missione. Di fronte al coro di indignate e preoccupate reazioni verbali, qualche meditata e fondata riflessione dal “campo di battaglia” di Scampia, cioè sulla base dell’osservazione e della riflessione.
In primo luogo, non ci sembrano del tutto fondate le generalizzazioni anche di personaggi della scena mediatica sullo scarso successo delle azioni di contrasto delle attività della criminalità organizzata da parte delle forze dell’ordine, sulla persistenza dei traffici illegali da parte della “camorra”, sull’occupazione totale del territorio, anche se preoccupano gli sconfinamenti delle azioni sanguinose nell’ambito della “seconda” faida di Scampia per raggiungere le vittime su una spiaggia, una strada, fino all’entrata di un asilo. Le “persone perbene” possono interrogarsi sull’ utilità e significato puramente simbolico delle diverse manifestazioni a favore delle vittime innocenti della faida camorristica che si sono svolte a Marianella ed in città.
Al di là della riconosciuta eliminazione delle piazze di spaccio della droga e del continuo controllo del territorio da parte delle gazzelle della polizia di Stato e dei carabinieri per impedire la ripresa del traffico della droga sul territorio, è interessante andare a verificare lo stato dell’area a ridosso del Lotto P fino a qualche mese fa, denominata eufemisticamente “Valle dei sogni” dalla pletora dei drogati che quotidianamente vi affluivano, ora un reale “Prato verde” per i verdeggianti e puliti giardinetti. Ancora stamattina, all’ingresso di uno dei ballatoi del Lotto P, presidiati per anni dalle vedette della “camorra”, ho scorto una madre che vigilava invece sui figli in attesa dello scuolabus. E’ uno dei Lotti ripuliti dal traffico e dal consumo della droga e dove è in atto un promettente risveglio delle donne in seguito anche ad una mirata azione religiosa da parte della Rettoria dei Gesuiti “S.Maria della Speranza”.
In secondo luogo, si sono moltiplicati gli appelli come quelli della Ministra della Giustizia per una scossa civile dato il livello intollerabile raggiunto dalla faida, del Capo dei pubblici ministeri napoletani Colangelo per una ribellione morale della società civile oltre ai blitz e del Cardinale Sepe per un risveglio delle coscienze ed una mobilitazione dei fedeli cristiani. E’ opportuno il richiamo morale rivolto ai mille volti dalla società civile in alto ed in basso per una vera mobilitazione e non un vuoto chiacchiericcio salottiero o parrocchiale, ma deve concretarsi in azioni concrete anche con occupazioni di spazi pubblici per esprimere indignazione e discutere democraticamente le azioni più opportune se non altro per una crescita di consapevolezza e di superamento dell’apatia e dell’aspettativa che altri agiscano (azione vicaria). Può soccorrere su un piano analitico una recentissima analisi dei movimenti sociali nell’ era di internet con le rivolte arabe in Tunisia ed Egitto ed i movimenti di indignados in Spagna ed Occupy Wall Street negli stati Uniti del sociologo ispano-americano Manuel Castello (Reti di indignazione e speranza, Università Bocconi Editore, Milano 2012), che collega il ruolo della rabbia contro condizioni intollerabili di vita in seguito alla crisi economica, che si traduce in indignazione e diventa occupazione di spazi fisici tramite una diffusione virale da parte del sistema internet per la comunicazione e mobilitazione sociale.
Da parte della più attiva società civile locale, oltre ad un documento pertinente del “Comitato Spazio pubblico”, ho ricevuto una e-mail da un amico ambientalista che proprio nel giorno dell’omicidio doveva recarsi nella scuola “Eugenio Morante” per piantare alcune essenze donate dall’orto botanico. Si recheranno in questi giorni, perchè quei bambini devono sentire la nostra vicinanza, il nostro calore umano. E’ una diversa cartolina di Scampia!

di Domenico Pizzuti