Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.
Pensierino natalizio

Da un luogo che purtroppo continua ad essere come una icona della malavita, della violenza e del degrado, vorrei far luce su un cammino di speranza, seguendo le tracce di una stella che illumina il buio. E’ il “pensierino natalizio” di quest’anno.
E’ la volontà di riscatto e meglio dire di liberazione, come ansia di una novità, di una buona notizia che le scadenze liturgiche del Natale e, come contrasto gli appuntamenti consumistici della società, ci ripropongono.
E’ dalla consapevolezza che si deve dare fine alle tante sofferenze in cui vive gran parte della popolazione, che nasce una speranza di liberazione, una chiamata alla responsabilità personale e collettiva.
Non è giusto concentrare nei mali di un territorio come è Scampia il giudizio di malaffare e di corruzione, quando è l’intero paese che manifesta, anche in regioni più ricche ed in contesti di potere politico, amministrativo ed economico, una pesante mancanza di onestà e di correttezza.
Come si può parlare di speranza quando gran parte della popolazione vive nella miseria e nella incertezza del domani? Come incoraggiare i giovani a studiare e a crescere nelle loro competenze, di esprimere liberamente i loro più alti desideri, quando l’attuale sistema prevede che per la maggior parte di loro non ci sono prospettive di occupazione?
E’ nella ribellione che in modo sano e forte preme nel nostro spirito, che si deve far leva per scoprire nuove energie e per ideare nuove soluzioni. E’ nella coscienza responsabile e matura che si può scorgere quella energia che lo Spirito suscita e che diviene “Buona notizia”; una coscienza civile e insieme ispirata da quella Promessa che nella storia ha segnato il cammino di tutti coloro che hanno compiuto opere di giustizia e di grande solidarietà.
Nella invocazione per un nuovo cammino di giustizia e di pace, si può intravvedere la vocazione personale o comunitaria per inventare nuove forme di impegno e di presenza responsabile, dalle piccole iniziative alle più grandi imprese.
Nella piccola esperienza che conduciamo a Scampia, fra libri e strumenti musicali, fra audiovisivi e visite d’arte, fra macchine da cucire e utensili per la cartotecnica e la legatoria, fra zappe per l’orto in carcere e momenti di preghiera, cresce la convinzione che “si può fare”, si può ancora costruire e formare, liberare e soccorrere.
La bellezza si vive soprattutto nei cuori, nel saper donare e condividere, nel cercare e nel non fermarsi all’apparenza, nel dubbio e nella certezza.
Quanta gratitudine per coloro che in tanti modi collaborano e sostengono il nostro cammino, quanta gioia nel sapere che anche a distanza ci si sente partecipi di una fatica e di una leggerezza, di una voglia di cambiare perché chi non ha potere possa sentirsi partecipe e protagonista di bene, di un bene comune.
Il ricordo del Natale di un Bambino, che è anche creatore dell’universo, ci fa sperare che la nostra umanità sia ancora e sempre capace di godere e far godere le meraviglie di una vita che, se dimensionata dalla dignità e dal diritto, può portare in sé i segni dell’infinito e dell’amore eterno.

Padre Fabrizio Valletti
Presidente del Centro Hurtado

www.centrohurtado.it