Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.
I crocicchi di Scampia

Trent’anni di vita a Scampia. Nei primi tempi la vita scorreva tranquilla. Non esistevano commerci illegali, se non quelli delle sigarette “di contrabbando”, e non c’erano luoghi di aggregazione, spazi pubblici, occasioni di incontri; negozi zero, tranne qualche ambulante.
Nelle attività pubbliche faceva eccezione la Chiesa della Resurrezione con un parroco cosiddetto “di frontiera”, Don Vittorio Siciliani.
Conoscevo quel parroco da oltre dieci anni, cioè da molto prima che venissi ad abitare nella “167”. Con pochi amici volontari, con la dolce e attivissima Pina, che purtroppo non c’è più, organizzammo incontri, convegni, dibattiti su Teleresurrezione, la TV che quel parroco aveva attivato e messo a disposizione anche di chi si batteva per una migliore vivibilità nel quartiere.
Sollecitammo la nascita della Circoscrizione, per avere un punto di riferimento istituzionale. Dopo qualche anno ci riuscimmo: nacque Scampia. Ma con questo toponimo nacque anche lo stigma.
Il commercio delle sigarette fu stroncato dal massiccio intervento della finanza, la cui azione dette risultati eccellenti perché il traffico fu sventato all’origine, cioè fuori regione; ma i semplici maneggiando non centinaia di migliaia di lire bensì miliardi, poiché il commercio della droga rende moltissimo, divennero tutt’uno con la camorra che ne gestiva il traffico, a ogni livello. Ed ecco lo stigma: Scampia uguale terra di camorra. Poi venne la faida: E oggi siamo alla seconda edizione…
Ma tutto questo rappresenta solo il prologo di quanto intendo dire con questa breve nota.
Gli abitanti di Scampia non sono tutti uguali: quelli che frequentano i crocicchi non si sentono superiori agli altri: sono purtroppo diversi. E la diversità si cerca di farla diminuire, con tutto l’impegno possibile. Forse occorre che passi una generazione, magari due. L’importante è credere, e sarebbe più semplice se ci credessero anche le istituzioni.
Lo sport, la cultura, l’ambientalismo, la fede, la musica, l’arte; c’è un po’ di tutto a Scampia, ma nessuno ci crede, dall’esterno.
Intanto ci crediamo noi, e non solo sacrificando il nostro tempo.
La nostra non è una missione, siamo tutti laici, ma c’è anche qualche religioso che svolge funzioni di grande raccordo e di grande impegno sociale peraltro senza sollecitare la partecipazione alle manifestazioni della fede.
E i crocicchi che dovrebbero essere spazi e luoghi di incontro all’aperto, sono solo nella nostra fantasia perché di fatto, a Scampia, non esistono piazze, se non quella aperta circa dieci anni fa con il fantomatico nome di “piazza dei grandi eventi” e che è solo una grande spianata.
Il termine crocicchio lo ha adottato per la prima volta Aldo Bifulco, il responsabile del Circolo di Legambiente “La Gru”.
Il circolo “La Gru” svolge una intensa attività nel campo dell’ambientalismo, organizzando nel corso dell’anno manifestazioni che coinvolgono soprattutto i giovani, e che si chiamano: Festa dell’albero, Cento strade per giocare, Puliamo il mondo.
Inoltre organizza corsi per la tutela del verde, che a Scampia è abbondante, e di qualità.
Ma il più antico crocicchio di Scampia si chiama GRIDAS, acronimo che sta per “gruppo risveglio dal sonno”. Organizza il Carnevale di Scampia, che bisogna conoscere per apprezzarne l’originalità e la valenza sociale. Nella sede di questa associazione si svolgono anche un ottimo Cineforum e dibattiti di attualità.
L’ Associazione “Chi Rom e chi No” tende a ridurre il disagio e le differenze tra il popolo Rom, e gli altri settanta-ottantamila residenti. Il lavoro dei giovani che si rifanno a questa sigla è molto intenso e proficuo, all’interno dei campi e fuori.
Il “Mammut” svolge un’attività di educazione con i ragazzi del quartiere che si trovano nella impossibilità di seguire normali corsi extra scolastici, tendenti a coinvolgerli nella normale vita comunitaria.
Il “Caffè letterario” è attivo da nove anni e propone la lettura di testi nuovi, di attualità, ma anche di testi della buona letteratura di ogni tempo, ed è seguito, presso il Centro Alberto Hurtado, da settanta ottanta persone.
L’Arci Scampia è attiva da venticinque anni e “coltiva” oltre cinquecento ragazzi, dagli otto ai diciotto anni nella più bella delle attività sportive: il gioco del calcio. Ho detto coltiva perché al gioco è associata una forte educazione alla legalità e al rispetto reciproco. L’Eucarestia delle 11.30 presso la Rettoria dei Gesuiti è un momento di grande, serena, spiritualità.
La “Musica libera tutti” è sorta da circa due anni e si è posto l’obiettivo di iniziare alla musica classica il maggior numero di giovani, sulla scia del metodo Abreu, quello che, partito dal Venezuela, ottiene successi incredibili, sottraendo i giovani alla malavita e avviandoli alla pratica della musica.
L’Associazione Dream team, nata circa quattro anni fa, ha stabilito un interessante rapporto con le donne di Scampia; partecipa a iniziative di arte e di musicoterapia.
La Piscina Galante è attiva da oltre quindici anni ed è frequentata in ogni ora del giorno da centinaia di persone (giovani e non più giovani).
Le due palestre (Maddaloni e Raggio di sole) svolgono una intensa attività. Le auto parcheggiate nelle zone adiacenti si contano a centinaia.
L’Associazione VODISCA (voci di Scampia) è molto impegnata nel campo della comunicazione e dello spettacolo, ma gli stessi giovani, che la compongono, oggi gestiscono una Casa Editrice, la Marotta&Cafiero, che in due anni ha già pubblicato decine di libri.
La Cooperativa “La Roccia”, che si occupa di sartoria, e la Legatoria, sono attività artigianali all’ombra della più evidente legalità.
Il Teatro Area Nord ha un “cartellone” ricco di spettacoli di avanguardia teatrale…
I crocicchi di Scampia cancelleranno lo stigma.

Franco Maiello