Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.
Dream Team: dalle donne la forza delle donne

Sono presidente di una associazione costituita nel 2009, una piccola rete di associazioni e cooperative, ma per prima cosa una rete di donne, che contribuisce ad orientare l’ottica di genere sul territorio dell’area nord di Napoli e in particolar modo in quello della Municipalità 8 (Scampia, Chiaiano, Marianella, Piscinola) e che ha come scopo la valorizzazione, il potenziamento e lo sviluppo professionale delle donne di aree urbane in particolare condizioni di degrado sociale e ambientale
Io vivo in uno di questi quartieri: Scampia, per mia scelta, da circa 35 anni, mi sento abbastanza radicata nel suo tessuto sociale da conoscerne le tante criticità. Un territorio che si presenta oggi cristallizzato nell’immaginario collettivo come un luogo altro, “fuori dal centro” urbano, eppure esso stesso è un “centro”, un polo unico nella sua caratterizzazione associativa, partecipativa, collaborativa. Cercando di togliere “i veli” agli stereotipi dominanti, aprendo ad un nuovo futuro che sta a noi costruire.

Un territorio vastissimo con delle disparità enormi, da una parte parchi privati, area verdi in abbondanza, associazionismo fortissimo, insomma dei “luoghi del buon vivere”. Dall’altra invece, una fetta di quartiere dove una regia oscura e contorta ha progettato senza preoccuparsi della vivibilità delle persone e del loro benessere.

E’ in questa parte del quartiere, stipati in palazzoni anonimi, che vivono famiglie declinate al femminile, nel senso che sono le mamme, le zie, le nonne a reggere il sistema familiare visto che molto spesso “l’ uomo” è assente, o perché in carcere, latitante, o disoccupato o ancora, nei peggiori dei casi, deceduto.
Figlie di un dio minore, anziane, giovani e giovanissime, subiscono un processo di marginalizzazione sociale, dovuta in particolar modo all’assenza della possibilità di riflessione circa la loro identità, per poi poter costruire un proprio percorso di vita. Donne con lo stesso sguardo, rassegnato e stanco, bambine già pronte a mettersi in mostra.

Da tempo l’associazione che presiedo cerca di combattere e di denunciare questo sistema, cercando di rendere possibile una giustizia sociale, attivandosi in tutti i comitati, coordinamenti e laboratori di democrazia partecipata del territorio, portando la voce di chi non ha voce e cercando di rappresentare i loro bisogni ed aspettative.

Il presupposto indispensabile di qualsiasi processo di programmazione e di valutazione delle politiche sociali del territorio è la conoscenza dello stesso e della popolazione che lo abita.
Purtroppo, la non applicazione di questi processi ha permesso per troppo tempo di redigere piani sociali di zona senza cogliere l’identità e la vocazione del territorio socialmente inteso. Tale distorsione in alcuni casi si è rivelata gravissima, in quanto ha dato origine ad una lettura neutra di una comunità, senza un criterio universalistico di protezione sociale.

Prevedere uno spazio di riflessione e confronto circa tale ambito significa infatti prospettare una serie di misure operative che siano quanto più mirate ed efficaci possibile, evitando così la dispersione delle energie e delle scarse risorse di cui si dispone.

Nel 2010 in un intervento al Forum P.O. del Comune di Napoli, nell’ambito delle manifestazioni di marzo donna nel denunciare la sopravvivenza delle donne dell’area nord (allora dream team presiedeva la Consulta di P.O. della municipalità 8), fu lanciata la richiesta di un polo di servizi, dove le donne potevano crescere culturalmente , cercando di abbassare la percentuale di mancata scolarizzazione, un accrescimento di competenze, con percorsi di accompagnamento, piccoli interventi, ma costanti e duraturi, un sostegno attivo per l’autodeterminazione e l’affermazione dei propri valori, finalizzata all’accesso al lavoro. con servizi di conciliazione, con piccole borse di studio da permettere di lasciare quelle poche ore di lavoro precariato e a nero, ma di necessità quotidiane, un accompagnamento agli studi nel caso di abbandono scolastico per gravidanze precoci, considerando dopo la difficile ripresa di essi.
Non si parlava di assistenzialismo ma di progettazione fattiva, partendo dal presupposto che una nuova concezione del ruolo della donna, in tale contesto poteva essere determinante ai fini del superamento della crisi sociale del territorio e promuovere la crescita economica, ma tutt’oggi non si è avuta nessuna risposta.

Noi nel frattempo continuiamo ad andare avanti , volontariamente, mettendoci al servizio di chi non ha voce, con le meravigliose donne di dream team e con l’aiuto della forte rete di associazioni del territorio che ci aiuta, che ci ospita nelle proprie sedi, mettendo a disposizione servizi ed attrezzature.

Attualmente gestiamo, due volte a settimana uno sportello di accoglienza, ascolto e orientamento, occupando due stanzette nella ex piazza telematica di Scampia .
Una o due volte a settimana (dipende dalla disponibilità di chi ci ospita) un percorso operativo per le donne del territorio, portandole all’acquisizione di una nuova consapevolezza in relazione alla propria personalità, molte di loro sono riuscite a costruire autonomamente un nuovo percorso di vita e ad affrontare un vero e proprio cambiamento.

Una volta al mese in collaborazione con il distretto dell’asl na1 e insieme alle donne del centro igiene mentale, organizziamo “ben…essere donna”, un cerchio di donne che si regala momenti di complicità ma che sa di essere di aiuto anche a chi sta attraversando un momento buio della sua vita.

Inoltre Dream Team è membro e partecipa attivamente ai comitati e ai coordinamenti del territorio che si occupano di spazio pubblico, di ambiente, di vivibilità e di democrazia partecipata e fa parte della rete Festival del Cinema dei diritti Umani (rete Human Rights film Festival network) con organizzazione di eventi a tema, con interventi anche nelle scuole superiori con tematiche di contrasto alla violenza contro le donne, all’illegalità, all’integrazione (da non dimenticare i numerosi campi rom sul territorio) e alla conoscenza delle leggi italiane ed europee sulle pari opportunità.

Patrizia Palumbo
(Presidente associazione Dream Team – donne in rete)
www.associazionedreamteam.eu – ass.dreamteam@gmail.com