Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.
Napoli è a Scampia. Una scuola normale.

L’inaugurazione dell’anno scolastico 2012-2013 quest’anno si è tenuta all’ombra delle palme ed altre essenze pregiate nel grande Parco urbano di Scampia, che evoca nella forma il Circo Massimo di Roma e quindi valorizzabile maggiormente per eventi sociali, culturali e religiosi. Di fronte o ai lati del palco per le varie performances dei laboratori musicali di vari istituti scolastici erano raggruppati in bianche o colorate divise le “classi musicali”, che si sono succedute per dimostrare la loro bravura. Qua e là nel Parco altri gruppi stazionavano o aspettavano tranquillamente il loro turno per esibirsi o comunicavano tra loro. Nel complesso – al di là dei discorsi ufficiali di plauso ed incoraggiamento del Sindaco ed altri rappresentanti istituzionali – è stata una festa della musica e quindi di una scuola come festa che unisce gli studenti attraverso la padronanza di strumenti musicali e prepara alla cooperazione attraverso il concerto di suoni e voci. Ci hanno commosso i gruppi di studenti a noi vicini con i loro bravi strumenti musicali in mano in attesa seriamente di esibirsi
A colpo d’occhio e per l’osservazione partecipante, in primo luogo risaltava l’ordine della manifestazione e la compostezza degli studenti, indice di un grande lavoro della Scuola negli anni da parte di insegnanti ed operatori scolastici. Rispetto alla turbolenza di qualche decennio di ragazzi e giovani del quartiere, possiamo testimoniare una tranquilla e ordinata manifestazione scolastica come in altre zone della città o di qualche comune del varesotto, Maroni permettendo! Questo risultato e successo scolastico non ordinario va evidenziato rispetto agli stereotipi diffusi su Scampia anche dai media, come fulcro per una crescita di cultura e consapevolezza da parte delle giovani generazioni e preparazione al lavoro di domani. Verrebbe da dire, invertendo un detto evangelico, “Anche da Scampia può venire qualcosa di buono”. Per alcuni aspetti, senza ignorare altre negatività esistenti, si può affermare a nostro avviso che Scampia è o sta diventando un “quartiere di ordinaria emarginazione urbana” con una varia composizione di strati sociali dimoranti secondo il prestigio sociale in Parchi privati e/o Lotti di edilizia pubblica.
In secondo luogo, la manifestazione è stata caratterizzata dall’ illustrazione della pubblicazione che raccoglie disegni, storie e sogni dei bambini, ampiamente presentata in un servizio di ieri sul giornale. Il tema del sogno e delle aspettative di ragazzi di Scampia, di un quartiere pulito, amico, e liberato dalla criminalità organizzata e dalla droga è stato richiamato ripetutamente nei discorsi degli adulti. Si potrebbe dire in generale: “Chi sogna che cosa?”. Come pensano gli adulti, non solo genitori, a preparare un futuro migliore che per le dinamiche di globalizzazione non è circoscrivile ad una porzione di territorio, ed invoca “Glocalizzazioni, cioè specializzazioni territoriali. A nostro avviso, il sogno da realizzare, sotto il profilo del metodo, è proprio quello indicato da un concerto di giovani o adulti che siano, dal cooperare, fare squadra e/o rete per preparare un evento che unisce e delizia. Chiediamo troppo come sogno se evochiamo la promozione dell’ esperienza di amicizia ed amore cara ai giovani di ogni età.
Una postilla terminologica, è stato usato quasi sempre nei vari interventi la voce “bambini” che certo intenerisce, non sarebbe meglio riferirsi a “Studenti” che devono crescere e maturare per non rimanere “bambini”? Una nota dolente nella festa per nostra esperienza, chi provvederà le famiglie più disagiate degli strumenti per studiare, sia detto senza reticenza matite, quaderni, libri, perché studiare costa direbbe qualche genitore.

Domenico Pizzuti
Napoli, 24 settembre 2012