Scampia. Italia.
Un altro quartiere, un'altra città, un altro stato, un altro mondo.

BENEDETTO COLUI CHE

con Gianluca Soren e Nicola Cavallari
regia di Gaetano Ievolella

Quando a Sasà gli hanno detto che ci avrebbe avuto una casa pure lui, lui non stava nella pelle. Ancora non lo sapeva che casa sua sarebbe stata una maledizione.
Dopo più di vent’anni a Scampia quello che gli è rimasto è solo un grido in gola che non se
ne vuole uscire, una preghiera che è come una bestemmia, scritta sui muri degli scantinati di quel posto schifoso e maledetto. Perché la parola di Dio è all’inferno che se la devono ricordare.

Lo spettacolo
Ispirato dalle fotografie scattate a Scampia da Andrea Brera, da una delle quali trae il titolo, al Diario lercio di Scampia di Alessandro Esposito e alla lettera aperta di Francesco Verde pubblicata in Scampia Trip, Benedetto colui che… racconta la storia di Sasà, all’anagrafe Salvatore Vitale, di anni 42, bidello alla scuola media “Sandro Pertini” di Secondigliano. Dopo il terremoto dell”80 i suoi genitori, rimasti senza una casa, come molti altri occupano un appartamento alle Vele. Negli anni Salvatore cresce in quello che piano piano diventerà il quartier generale della camorra napoletana, ma forse per paura, forse per orgoglio, sceglie una vita onesta. Non così suo figlio, del quale per questo si guadagna il disprezzo, e sua moglie, della quale perde l’amore. Rimasto solo con la sua muta rassegnazione, Sasà si contenta di perdere tutto un po’ per volta, salvando l’apparenza. Solo una cosa non accetta che gli sia tolta: la dignità. E quando qualcuno verrà per prendersi anche quella, sarà ancora capace di un ultimo gesto di riscatto.

Per informazioni:
e-mail: info@balrog.it

Una produzione BALROG Teatro

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